Donne e lavoro: 50 anni di cambiamento

Scritto da Clelia Bergonzani

20 Agosto 2023

Fonte: LaSvolta.it – 50 anni fa, la vita delle donne era profondamente diversa, almeno quella di chi vive, o viveva, nell’Occidente “sviluppato”.

Nella seconda metà del secolo scorso, infatti, abbiamo “assistito a uno spettacolare aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro, la convergenza di guadagni degli uomini e delle donne, e l’entrata delle donne nelle occupazioni tradizionalmente maschili”, ricordano Stefania Albanesi, Claudia Olivetti e Barbara Petrongolo in un articolo dedicato ai 50 anni di cambiamenti nel rapporto tra donne e lavoro, pubblicato sulla rivista del Centre for Economic Performance della London School of Economics and Political Science.

L’articolo analizza quale è stato l’effetto delle politiche per le famiglie sui percorsi di carriera delle donne negli ultimi cinquant’anni. Anni in cui ci sono stati innegabili passi avanti ma, altrettanto innegabilmente, dopo i quali le disuguaglianze di genere rimangono profonde e radicate, sia a livello di opportunità sia di salari. Utilizzando dati comparabili per 24 Paesi a partire dagli anni ‘70, la ricerca ha documentato le differenze di genere nell’istruzione, occupazione e guadagni, ma anche la diminuzione del numero dei matrimoni (e il conseguente declino della fertilità), oltre al divario nei risultati del mercato del lavoro, soprattutto tra i genitori. A pesare sul gender gap infatti, è (anche) la genitorialità, che si traduce in una “battuta d’arresto permanente” per le carriere femminili. Cosa che non accade nel percorso professionale degli uomini, su cui non grava quella che viene definita la motherhood penality.

Gli studi sul congedo parentale esteso delle madri – una misura che negli anni ha rafforzato il ruolo tradizionale delle donne come mogli e madri in una società maschile in cui l’uomo è il breadwinner (quello che “porta a casa il pane”) – testimoniano che questa misura in genere ritarda il ritorno a lavoro delle madri dopo il parto, con un impatto negativo sui guadagni a breve termine. Non sembrano invece esserci impatti (sia positivi che negativi) a lungo termine.

“Prove molto recenti per gli Stati Uniti – però – raccontano una storia alquanto diversa sull’introduzione delle sei settimane di congedo retribuito in California, dove le prospettive occupazionali delle madri per la prima volta sono state influenzate negativamente, soprattutto nel lungo periodo”.

Ad oggi, quindi “ci sono poche o nessuna evidenza degli effetti benefici del congedo parentale più lungo sulla partecipazione materna al lavoro e i guadagni”. Gli studi sul congedo parentale, invece, mostrano come i padri rispondano agli incentivi, ma raramente accettino più della (breve) quota di tempo loro riservata.

Quali lezioni si possono trarre da decenni di legislazione e valutazioni politiche sul ruolo delle politiche familiari per il nuovo secolo? Scarica qui l’articolo completo Women in the workplace: 50 years of change (pdf EN)

Stefania Albanesi è docente di economia presso l’Università di Pittsburgh. Claudia Olivetti è professoressa di economia presso Dartmouth College. Barbara Petrongolo è professoressa di economia all’Università di Oxford e collaboratore del CEP programma di mercato.

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1 commento

  1. vale

    Buongiorno,
    mi dispiace molto leggere della modifica.
    C’è speranza che si ritorni la mattina?
    c’è chi sarebbe venuto da fuori provincia e questo cambio di programma impedirebbe di partecipare. Ora, non è un problema la quota già pagata perché alla fine è per sostenere le associazioni ed i progetti collegati all’evento, ma per l’entusiasmo che avevamo di partecipare insieme. Io personalmente non vedevo l’ora di partecipare con la nipotina di 1 anno e mezzo, ma ora non sara più possibile.

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